Cosa è il Time to First Byte di un sito web

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Il Time to First Byte di un sito web è la misura del tempo trascorso tra una chiamata HTTP da parte dell’utente e il primo byte ricevuto dal browser.

Il TTFB viene utilizzato normalmente come unità di misura della capacità di risposta di un server web o di un’altra risorsa di rete. Questo è il motivo per il quale questo indice risulta notevolmente importante per l’esperienza utente e, di conseguenza, anche per il posizionamento dato che, notizia delle ultime ore, Google ha deciso che la SERP mobile avrà la precedenza rispetto a quella Desktop.

E’ quindi chiaro come, nella rosa dei molteplici fattori da prendere in considerazione nella progettazione di un sito web, anche il time to first byte deve occupare un ruolo di primo piano.

Da cosa è composto il Time to First Byte

Il Time to First Byte di un sito web è composto da numerosi fattori ma in questo articolo esporrò le variabili più comuni che in particolare sono:

  1. Tempo di risposta DNS;
  2. Configurazione del server (php e apache);
  3. Plugin Installati;
  4. Sistema di caching attivati o meno.

Ognuno di questi elementi aggiunge una ulteriore latenza al tempo impiegato dal tuo sito per avviare il rendering, quindi i tempi di tutti questi fattori vanno sommati. E’ facile quindi immaginare come, in uno scenario ideale, tutti questi elementi dovrebbero essere ottimizzati e ridotti al minimo.

Sembra un discorso molto astratto ma il TTFB influisce in maniera importante sulle performance del tuo sito web, sull’esperienza utente e, infine, sulle conversioni. Si pensi ad esempio allo sviluppo di e-commerce senza tenere conto di questi fattori. L’utente dovrà attendere del tempo prezioso e, come sappiamo, gli utenti non sono disposti ad attendere più del dovuto.

Vediamo quindi come possiamo migliorare i fattori visti in precedenza.

Tempo di risposta DNS

La risoluzione DNS è il primo fattore che subentra nell’equazione. Occorre quindi non risparmiare mai sulla macchina che dovrà sostenere il nostro sito web. Fuggite da offerte che vi promettono il “tutto incluso” perché nella maggior parte dei casi si trasforma in scarsa personalizzazione delle impostazioni. Un hosting condiviso poi sarà nettamente meno performante di una VPS o di un server dedicato.

Un buon modo di ridurre il time to first byte di un sito web in questo caso consiste nell’utilizzare un servizio CDN come cloudflare, che implementa un caching DNS globale.

Configurazione del server

Entriamo ancora nel merito del server, questa volta prendendo in considerazione la configurazione del php e del web server. Questo perché tutti i file in php prima di essere serviti all’utente hanno bisogno di essere interpretati dal server; è molto importante quindi che l’interprete sia aggiornato e configurato nel migliore dei modi.

Ad esempio, se il server implementa una versione di php 5.4 si otterrà un TTFB molto elevato, mentre utilizzando una versione di php 7.1 potremmo ridurre la latenza di almeno 2 volte.

Inoltre entra in gioco anche l’architettura hardware del server: più veloce è la CPU e più risorse potranno essere allocate e quindi più veloce sarà l’elaborazione.

Molti provider implementano già un sistema di caching per PHP, ti consiglio quindi di richiederlo o di prestare attenzione a questo fattore.

Plugin installati

Quello dei plugin è un discorso che dovrebbe valere sempre come regola generale: installare il numero minimo di plugin richiesti.

Ma non è soltanto il numero che conta, conta anche come sono scritti questi plugin: è meglio avere tanti plugin scritti bene piuttosto che pochi ma scritti malissimo. Ma occorre sempre ricordare che i plugin daranno in pasto al server più codice PHP da interpretare e tutto questo poi si ripercuote sul TTFB.

Come regola generale è bene non superare mai i 30 plugin.

Cache HTML

L’ultimo fattore è uno dei più importanti ed è correlato al meccanismo di memorizzazione della cache. Vi sono diversi meccanismi, ma il più efficace è la memorizzazione nella cache HTML.

Un ottimo plugin che compie il suo lavoro è KeyCDN Cache Enabler, che può avere un impatto molto più decisivo dell’hosting stesso. Questo plugin non fa nient’altro che convertire tutti i file in HTML in modo che l’utente non debba passare attraverso il processore PHP. Una ulteriore riduzione del TTFB è data dall’utilizzo di nginx al posto di apache.

Scenari possibili per il Time to First Byte

Vediamo ora di seguito quali sono i possibili scenari ai quali potremmo andare in contro nella riduzione o meno del Time to First Byte di un sito web:

Sito web lento e Server lento

Ipotesi peggiore in cui puoi trovarti, ovvero sito non ottimizzato e server scadente, ecco che la latenza è di 4.23 secondi.

test sito lento server lento

Sito web lento su server medio

In questo esempio abbiamo portato la versione del PHP alla 7.1 con Apache. Il sito web ha circa 30 plugin, ma se riuscissimo a ridurli a 10 la velocità aumenterebbe di almeno 5 volte.

Come si può vedere comunque siamo scesi ad un tempo di latenza di appena 521 millisecondi.

sito lento server medio

Sito web veloce su server veloce

Qui siamo nella condizione ottimale, sito web ottimizzato con sistemi di cache, PHP 7.1, meno di 10 plugin installati.

Ecco che la latenza si abbassa ad appena 148 millisecondi.

sito veloce e server veloce

Conclusioni

Ricapitolando quindi avere un basso Time to first byte di un sito web potrebbe garantire elevate conversioni, una esperienza utente migliore e un miglior posizionamento sulle serp. Tutti fattori questi di cui non possiamo fare a meno oggi che l’utente è sempre più attento, veloce.

Di sicuro il TTFB non è l’unico indice da prendere in considerazione, in quanto ci sarebbe anche le prestazioni del database, la velocità di rete, ecc.

Richiedete quindi sempre un test sul TTFB al professionista che svilupperà il vostro sito web.

Sommario
Il Time to First Byte di un sito web e come ridurlo
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Il Time to First Byte di un sito web e come ridurlo
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Una panoramica su cosa è il Time to first byte di un sito web, perché è importante anche per la SEO e quali sono le buone pratiche per ridurlo al minimo.
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