Un font per domarli tutti

In un precedente articolo ho affermato che la più grande invenzione dell’uomo, la sua più grande conquista, è stata proprio la scrittura: riuscire a tradurre il proprio pensiero, la propria comunicazione in simboli è secondo me qualcosa di davvero straordinario.

Fin dalla notte dei tempi però l’uomo ha sempre avuto su di esso una specie di maledizione, ovvero gli è sempre stata negata la possibilità di comunicare e parlare con un unica lingua, rimanendo sempre diviso, anche se confinante.

diversi-linguaggi-del-mondoQuesto problema si riflette anche nel graphic design, di fatto ad oggi non esiste un unico font in grado di poter essere utilizzato per tutte le lingue, per tutte le culture e per tutti gli usi possibili e immaginabili. Ogni font oggi contiene un set di caratteri, indipendentemente se occidentale, orientale, ecc., e un set di numeri e glifi, ovvero di simboli propri di quella cultura. Tuttavia può succedere a volte, anzi spesso, che un set di caratteri non contenga al suo interno un particolare simbolo e in quel caso qualsiasi software stiamo utilizzando in quel momento traduce questo fastidioso problema in un simbolo sostitutivo chiamato Tofu (sì, proprio come il cibo).

A questo punto la nostra scelta è quella di sostituire il font in uso, oppure di proseguire rinunciando a quel simbolo. Pensate ora come questo problema si possa riflettere in culture e linguaggi diversi dal nostro, pensiamo ad esempio all’arabo da destra verso sinistra, oppure al cinese, e così via.

Oggi ufficialmente, almeno in parte, mi piace pensare che qualcuno abbia rotto questa maledizione: parlo dell’Onnipotente Google e di una famosa fonderia, la Monotype.

Da oggi infatti è disponibile una famiglia di font creata proprio da Big-G e i maestri della Monotype, dopo circa 5 anni di ricerche e sperimentazioni sui linguaggi e sulle culture e i simboli di tutto il mondo.

Il font si chiama NoTo, abbreviazione di No-Tofu, in relazione proprio al fastidioso simbolo sostitutivo, e promette di non farci più visualizzare nessuna mancanza in nessun linguaggio. NoTo quindi è una famiglia di caratteri con tutti i possibili simboli Unicode, tiene conto di oltre 8000 lingue e supporta 110.000 caratteri. La famiglia di font di Google copre in pratica ogni singolo simbolo riconosciuto dallo standard Unicode. E la cosa più bella è che è distribuito con licenza Open Source, quindi utilizzabile liberamente da tutti e anche migliorabile da tutti.

Credo fermamente che questa sia una piccola rivoluzione nel mondo del web e del graphic design, dedicata ai popoli della terra, a tutte le culture del mondo e anche a chi pensa (aggiungo!) che le rivoluzioni sociali sono soltanto prerogativa di una certa categoria di persone, invece le rivoluzioni avvengono dappertutto, anche nel mondo del design.

L’intera famiglia di font NoTo pesa circa 472Mb ed è liberamente scaricabile sul sito dedicato di Google, oppure attraverso il link in basso a questo articolo.

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